LA COSTRUZIONE DEL TEMPIO OSSARIO DI UDINE - LE MOTIVAZIONI - L'IDEA

mons. Clemente Cossettini Nel 1919 la prima guerra mondiale, che l’Italia aveva vittoriosamente combattuto insieme a Francia, Inghilterra, Stati Uniti e Russia, contro il nemico austro-ungarico e germanico, era finita da pochi mesi. C’era nell’aria euforia e un giusto orgoglio, ma quanti morti era costata la vittoria, quanti danni aveva subito la nostra terra, teatro delle sanguinose battaglie del Carso, delle Alpi venete e friulane e della temporanea invasione nemica conseguente alla rotta di Caporetto! Questo era il clima che mons. Clemente Cossettini, dal 1913 Parroco di San Nicolò, aveva trovato al suo ritorno dal servizio militare. Con ancora negli occhi le orrende stragi della guerra e con la visione, che già conosceva, delle fatiscenti condizioni della sua ormai vetusta chiesa all’angolo tra le vie Viola e Zanon in borgo Poscolle, mons. Cossettini ebbe l’idea di costruirne una nuova che fosse parrocchia e, al tempo stesso, Tempio Votivo alla memoria dei Caduti per la Patria. Nella realizzazione di questa idea, mons. Cossettini profuse per 20 anni ogni energia non arretrando di fronte a logoranti difficoltà, non soltanto economiche, che resero lungo e sofferto l’iter dei lavori per la costruzione del Tempio (1925-40).

La Chiesa di San Nicolò (1877-1933)
La Chiesa di San Nicolò
(1877-1933)
Progetto Valle: Tempio Votivo
Progetto arch. P.Valle
Tempio Votivo ai Caduti
Tempio Votivo trasformato
Trasformazione del
Tempio Votivo-Ossario
Tempio Ossario realizzato da gli architetti A. Limongelli e P.Valle
Tempio Ossario realizzato da
Arch. A.Limongelli e P.Valle

Fin dal 1919 mons. Cossettini affrontò il problema economico e promosse, con l’aiuto dei parrocchiani di San Nicolò, la formazione di un comitato “pro erigendo Tempio Votivo ai Caduti” che con varie iniziative (tra cui le pesche di beneficenza) iniziò la raccolta di fondi. Con il coinvolgimento della Curia diocesana, venne individuato il sito e acquisito il terreno per la costruzione che ebbe inizio il 12 luglio 1925 su progetto ispirato al barocco dell’architetto udinese Provino Valle.
Due anni dopo i lavori erano in avanzata fase di costruzione quando un decreto-legge governativo stabiliva l’erezione di Ossari per accogliere le salme dei Caduti nella recente guerra, tumulate in più di 200 cimiteri sparsi nella regione. La volontà del Governo rese necessaria la trasformazione del progettato Tempio Votivo in Tempio Ossario e, allo scopo, il commissario per le onoranze ai Caduti affiancò all’architetto Valle l’architetto romano Alessandro Limongelli (1930).
Il nuovo progetto a duplice firma, abbandonata la primitiva ispirazione barocca, prevedeva la possibilità di accogliere oltre 20000 salme e privilegiava aspetti di solenne monumentalità delle strutture architettoniche che, in sostanza, soddisfacevano le direttive del commissario governativo tese a enfatizzare i valori nazionali e onorare l’enormità del sacrificio umano.

Lato sud-ovest del Tempio Ossario
Lato sud-ovest del Tempio Ossario
Vista frontale della cupola
Vista frontale della cupola

Il progetto fu approvato nel 1932 e, nello stesso anno, l’architetto romano morì. I lavori ripresero sotto la direzione di Valle e si conclusero nel 1940, anno in cui avvenne - il 22 maggio - la consacrazione della chiesa di San Nicolò-Tempio Ossario realizzando così l’idea tenacemente perseguita da mons. Cossettini, un anno prima della sua morte avvenuta il 17 luglio 1941.

CARATTERISTICHE STRUTTURALI E PATRIMONIO ARTISTICO DEL TEMPIO OSSARIO (1)


Facciata del Tempio
Facciata del Tempio
Particolare della Facciata del Tempio
Particolare della Facciata del Tempio

La pianta del Tempio è a croce latina secondo lo schema romanico-basilicale. La facciata, rivestita completamente di pietra, ha assunto nel progetto definitivo la forma di un trapezio in cui l’altissimo portone ne rompe la compattezza e richiama lo slancio verticale della grande cupola. In alto, nella nicchia sotto l’arco del portone, sono collocate una “Pietà” in gesso e terracotta di Luciano Del Zotto (1960) e una vetrata di Arrigo Poz (1993) che raffigura San Nicolò, ben visibile dall’interno nei suoi colori squillanti e luminosi. Ai lati del portone campeggiano, due per parte, quattro enormi statue scolpite in pietra piasentina, perfettamente adeguate alla monumentalità dell’architettura, raffiguranti “il Marinaio”, “l’Alpino”, “il Fante”, e “L’Aviatore”. I bozzetti in gesso (1938) sono dello scultore udinese Silvio Olivo.

La navata centrale del Tempio La muratura esterna è costruita in mattoni di tonalità rossastra e si eleva sopra un alto zoccolo di pietra. La cupola, alta 64 metri, è rivestita di lastre di rame ed è sormontata da una cuspide che sorregge al culmine una croce dorata.
La maestosità delle strutture esterne si ripete all’interno del Tempio. L’ambiente è austero, severo, pervaso dalla penombra modulata dalla pallida luce filtrata dai finestroni della cupola, delle navate e delle absidi laterali. In questo clima austero, dalle pareti maestre che custodiscono le salme di 25000 Caduti spiccano, in sequenza infinita, i nomi incisi nel marmo. E il visitatore che entra si sente immediatamente partecipe di un’avvolgente atmosfera di gloriosa, dolente umanità.

Crocifisso bronzeo dell'Altare Maggiore (A.Mistruzzi 1939) Il corpo longitudinale presenta internamente una suggestiva fuga di trenta grandi colonne poligonali, rivestite di marmo rosso di Verzegnis, che lo dividono in tre navate. Le due laterali sono fiancheggiate da cappelle in cui si trovano gli altorilievi della “Via Crucis”, opera in marmo e bronzo dorato del milanese Giannino Castiglioni (1937). La navata centrale si prolunga nel vasto presbiterio, al centro della cupola, dove si trova l’altare maggiore in marmo rosso con l’imponente Crocifisso bronzeo di Aurelio Mistruzzi (1939) autore anche degli altorilievi sulle due facciate dello stesso altare.

Mosaico dell'Abside Centrale (F. Pittino 1969) Alle spalle del presbiterio s’innalza l’ampio catino dell’abside centrale nel quale risplende il mosaico del “Cristo risorto” di Fred Pittino (1969) realizzato dalla Scuola Mosaicisti di Splimbergo. Ai lati del presbiterio, sono esposte tre pale, originariamente nella vecchia chiesa di via Zanon, restaurate nell’anno 2000: a sinistra, “la Vergine con il Bambino in gloria e i Santi Girolamo, Andrea e Francesco” di Jacopo Palma il Giovane (1620-28); a destra, “la Vergine con il Bambino in gloria e i Santi Nicolò e Giovanni Battista” della scuola dei Bassano (1608-09) e “la Vergine che appare a San Filippo Neri” attr. ad Antonio Balestra (seconda metà del 1600). Sul tamburo della cupola si aprono sedici finestroni da cui filtra la luce che si diffonde nella penombra delle articolate strutture dell’interno. Il soffitto della cupola e delle navate è a cassettoni che rompono l’uniformità delle levigate superfici dei marmi. A livello del presbiterio, il transetto interseca la navata centrale e i due bracci che ne risultano terminano nelle absidi laterali dove si trovano gli altari del SS. Sacramento (a sinistra) e della Madonna della Provvidenza (a destra). Entrambi sono decorati da mosaici di Fred Pittino (pala dei “12 Apostoli”: 1958; pala degli “Episodi della vita della Vergine”: 1961). In una nicchia sul retro dell’altare della Madonna è collocata una scultura in terracotta di Max Piccini raffigurante Santa Teresa.

Battistero con vetrata di Fred Pittino (1960) Ancora di Fred Pittino è una vetrata del Battistero (vi si accede dal braccio destro del transetto) che rappresenta il battesimo di Cristo nel Giordano (1960). Nel braccio sinistro del transetto si trova la grande statua di San Nicolò in ceramica proveniente dalla chiesa di via Zanon dove occupava una nicchia sulla facciata. Dietro l’altare del SS. Sacramento è esposto il “Crocifisso mutilato”, scultura lignea colpita dalle granate sul Monte Santo nel 1917.

Presbiterio, abside centrale e laterale destro Il clima severo che pervade la chiesa al piano superiore è ancor più evidente nella cripta. A questa si accede da due scale di marmo nero ai lati del presbiterio. Dopo una prima rampa, le scale si riuniscono in un piano corrispondente all’abside centrale dove si trova il sepolcro di mons. Cossettini, ideatore - artefice del Tempio e Parroco di San Nicolò. Un’ultima rampa comune introduce nel grande ambiente della cripta suddivisa in tre parti da venti pilastri in travertino collegati da possenti architravi. A sinistra, alta e solenne si staglia “la statua dell’Alpino” che ricorda l’epopea della “Julia” nella 2° guerra mondiale (1940-45); è opera dello scultore torinese Emilio Musso (1958). All’interno delle pareti, rivestite di marmo grigio, riposano altre salme di soldati caduti quasi 100 anni fa per difendere la nostra Patria. Nere cornici delimitano gli spazi in cui si leggono i nomi dei singoli Caduti e le pareti si trasformano in un grande, marmoreo libro che “racconta” la loro vita e il loro sacrificio.

Particolare dell'Alpino della Div. Julia - opera di E. Musso 1958
Particolare dell'Alpino della Div. Julia - opera di E. Musso 1958
Monumento della Div. Julia (guerra 1940-45) - opera di E. Musso 1958
Monumento della Div. Julia (guerra 1940-45) - opera di E. Musso 1958
(1)
Per questo capitolo si è fatto riferimento ai testi dei seguenti Autori:
Licio Damiani: “Arte del Novecento in Friuli, vol. 1°, Il Liberty e gli anni Venti” p.107, Del Bianco, Udine 1978
Diana Barillari: “Il Tempio Ossario e il suo patrimonio artistico” in “Vita, Storia e Arte della Parrocchia di S. Nicolò in Udine” p. 18, Fondazione CRUP, Tipografia Tomadini, Udine 2001 - 50° anniversario di sacerdozio di mons. Vittorino Di Marco.

CENNI STORICI DELLA PARROCCHIA DI SAN NICOLÒ - TEMPIO OSSARIO


La nuova chiesa parrocchiale di San Nicolò – Tempio Ossario, che sostituisce la vecchia chiesa di via Zanon in borgo Poscolle, si trova nel piazzale 26 luglio, al confine occidentale dell'antico borgo a cui è legata tutta la sua storia. L'ubicazione del Tempio in questo piazzale - estrema dimora di 25000 salme di soldati caduti nella 1° guerra mondiale 1915-18 - richiama alla memoria le truppe italiane che il 26 luglio 1866 da qui entrarono in città alla fine della 3° guerra d'indipendenza che ottenne l'annessione all'Italia del Veneto e di gran parte del Friuli.
Nel centro dello stesso piazzale, nel 1969, è stato realizzato un monumento alla memoria dei Caduti della Resistenza al nazifascismo durante la 2° guerra mondiale del 1940-45. L'opera è degli architetti Gino Valle, Federico Marconi e dello scultore Dino Basaldella.

Dalle origini al 1940(2)

Testamento del 1328 - arch. parr. di S. Nicolò La prima notizia che attesta l’esistenza di una chiesa dedicata a San Nicolò in via Viola di borgo Poscolle risale al 1328. Si tratta di un atto testamentario - conservato nell’archivio parrocchiale - con cui venne beneficiata la fraterna “situata in ecclesia Sancti Nicolai de Postcolle”. Nel 1333 accanto alla chiesa di San Nicolò sorse, per legato testamentario, un ospizio e alcuni anni dopo, nel 1341, il Patriarca di Aquileia Bertrando di Saint Geniès diede alla semplice chiesa di San Nicolò un ordinamento di chiesa regolare (“erigit in ecclesiam regularem”). Nella stessa data il Patriarca istituì nelle adiacenze un monastero di suore agostiniane.
Con la crescita della città e l’incremento della popolazione, nella comunità di San Nicolò in borgo Poscolle crebbe l’esigenza di una maggiore autonomia ecclesiale di cui la confraternita si fece portavoce e nel 1438 ottenne per la comunità un importante successo con l’istituzione canonica di una cappellania. Con questa concessione la chiesa di San Nicolò, pur non essendo ancora indipendente dal Capitolo del Duomo, assicurava l’assistenza religiosa attraverso l’opera di un sacerdote eletto dalla confraternita che provvedeva anche al suo sostentamento.

Ma la città si stava espandendo oltre l’ultima cerchia di mura che aveva inglobato tutti i villaggi adiacenti al primitivo nucleo. Alla comunità di borgo Poscolle si aggregò la crescente popolazione che abitava sulla direttiva ovest (il futuro viale Venezia), fino ai casali di San Rocco e al torrente Cormor. La situazione determinò la nascita delle confraternite di San Rocco (1510) e del SS. Sacramento (1581) che affiancarono quella di San Nicolò. La costituzione di una parrocchia autonoma divenne sempre più urgente e – benché ostacolata dal Capitolo del Duomo - finalmente fu conseguita, su richiesta delle tre confraternite, il 20 gennaio 1595 quando il Patriarca d’Aquileia Francesco Barbaro, in base al dettato del Concilio di Trento, emise un decreto che stabiliva l’istituzione in città di 8 parrocchie tra cui quella di San Nicolò.
Nel 1614 i borghigiani di Poscolle riedificarono la chiesa nel medesimo sito e l’arricchirono di arredi e opere d’arte. Due secoli e mezzo dopo, di fronte al continuo aumento della popolazione, questa chiesa divenne insufficiente e fu demolita nel 1877, ricostruita nella stessa sede tra via Viola e via Zanon e consacrata il 2 giugno 1879 con grande partecipazione di fedeli. Nel 1933 la chiesa fu demolita definitivamente e nel 1940 la parrocchia di San Nicolò fu trasferita nel piazzale 26 luglio ove nel frattempo era sorto il Tempio Ossario in onore ai Caduti italiani della prima guerra mondiale su iniziativa del Parroco mons. Clemente Cossettini.

"Documento della Confraternmita di S. Nicolò di Borgo Poscolle - datato 6 novembre 1341 - in cui si legge che il Patriarca di Aquileia Bertrando diede alla semplice chiesa di San Nicolò un ordinamento di chiesa regolare.
Immagine riprodotta su concessione del Ministero per i beni e le attività culturali, Archivio di Stato di Udine, n.24/11. ASUD, Corporazioni religiose soppresse, b. 763, fasc. I/a, c.1"
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Per le notizie storiche dell'antica chiesa di San Nicolò di borgo Poscolle si è fatto riferimento ai testi dei seguenti Autori:
Giovanni Battista Passone: "Noterelle storiche sulla parrocchia di San Nicolò Tempio Ossario di Udine", p. 13, Arti Grafiche Friulane, Udine 1976 (25° di ministero parrocchiale di mons. Giorgio Vale)
Gian Carlo Menis: "La parrocchia di San Nicolò al Tempio Ossario di Udine" in "Vita, Storia e Arte della Parrocchia di S. Nicolò in Udine" p. 18, Fondazione CRUP, Tipografia Tomadini, Udine 2001 - 50° anniversario di sacerdozio di mons. Vittorino Di Marco.
Dal 1940 ai giorni nostri

Particolare della tastiera del grande organo Durante la 2° guerra mondiale (1940-45) la chiesa di San Nicolò-Tempio Ossario offrì ricovero, nella sua grande e sicura cripta, ai cittadini sorpresi dalle incursioni aeree e protesse nella sua articolata struttura numerosi e importanti convegni clandestini di militanti nella resistenza al nazifascismo. Ma più in generale, al Tempio Ossario in quegli anni trovò aiuto chiunque si trovasse in difficoltà. A chiudere la triste parentesi della guerra, il primo maggio 1945 il tricolore svettò alto sul cupolone a testimonianza della pace ritrovata. Nel 1946 la comunità parrocchiale di San Nicolò e i Comuni della Provincia di Udine dotarono la chiesa di S. Nicolò-Tempio Ossario di un magnifico organo, con 47 registri e 3700 canne sonore, costruito dalla ditta Zanin di Camino al Tagliamento. Fu collocato su due alti ripiani pensili ai lati dell’abside centrale dove più di 20 anni dopo farà da cornice al grande mosaico del Cristo risorto di Fred Pittino. Organista d’eccezione fu per molti anni il musicista, compositore mons. Albino Perosa (1915-1997). Le sue magistrali esecuzioni musicali erano il naturale coronamento alla solenne maestosità del Tempio e un implicito omaggio ai Caduti.

Nel periodo postbellico la vita riprese in città con la ricostruzione e nuove iniziative commerciali che determinarono un rapido sviluppo edilizio e un incremento della popolazione. Questa tendenza si manifestò anche nella parrocchia di San Nicolò-Tempio Ossario la cui estensione raggiunse a occidente i prati del Cormor rendendo necessario, nel 1963, il distacco della nuova Parrocchia di San Rocco.
Nel 1976 il terremoto, che sconvolse tutto il Friuli, inferse un duro colpo alla struttura del Tempio e, in particolare alla sua grande cupola, le cui conseguenze solo recentemente sono state sanate.
Fin dalla consacrazione, nel 1940, il Tempio Ossario è meta dei parenti dei Caduti e di visitatori che rendono omaggio e onorano il sacrificio di tanti giovani che in tempi ormai remoti hanno dato la vita per difendere la nostra Patria. E non sono mancate le visite di persone illustri e autorità nazionali tra cui Alcide De Gasperi nel 1953 e il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi nel 1956. Ultimamente, il 14 luglio 2010, le salme dei Caduti - che il Tempio contiene e la parrocchia di San Nicolò custodisce - sono state onorate dalla visita del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha portato l’omaggio di tutti gli italiani a testimonianza del rispetto e della gratitudine ancor vivi dopo quasi 100 anni dal loro sacrificio.

gronchi
Il presidente Gronchi rende omaggio ai caduti (1956)
napolitano
Il presidente Napolitano rende omaggio ai caduti (2010)